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Triclosan: attenzione all’uso dei saponi e detersivi che lo contengono !

 

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Il cosidditto detergente antibatterico (triclosan) con ogni probabilità non è più efficace di un normale sapone; la FDA (Food and Drug Administration) ammette di non avere prove che i saponi che lo contengono siano davvero in grado di eliminare germi e batteri.

Circa il 75 per cento di saponi antibatterici liquidi e il 30 per cento dei solidi utilizzano il triclosan come ingrediente attivo. Il farmaco era un tempo usato esclusivamente in ambito ospedaliero, successivamente  è stato adottato dai produttori di saponi nel corso del ’90 per un volume di affari pari a 1 miliardo di dollari. Dopo il sapone il tricolosan è stato aggiunto anche a una serie di prodotti per l’igiene quali le salviette, il gel per pulire le mani oppure su taglieri, materassi e in ogni sorta di articolo per la casa, arrivando a uno uso eccessivo.

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Sono vari i motivi per cui è opportuno pensare bene prima di utilizzare dei prodotti di questo tipo e per approfondire l’argomento vi rimando a questo link dove si viene a conoscenza anche della dannosità per l’uomo e per l’ambiente che ne deriva.


Spugna di luffa…ecologica e non solo

luffa

 

Era da molto tempo che guardavo con interesse questo strano oggetto, e non l’ho mai comprato nonostante stessi cercando un modo per non gettare sempre la spugna ! Grazie al nostro GAS (Gruppo Acquisto Solidale) mentre facevo un ordine con Bensos di prodotti per l’igiene personale e per la casa, mi sono imbattuta nuovamente nella luffa che finalmente ho acquistato più che altro per soddisfare la mia curiosità. Gli utilizzi di questa spugna possono essere per l’igiene personale (ma non la consiglio vivamente perchè una paglietta è più morbida, ma dipende dai gusti ! ) e per lavare i piatti o in cucina in generale; in realtà io ne utilizzo una anche per la pulizia del bagno perchè toglie bene il calcare senza graffiare le superfici.

Luffa (1)

La luffa non è altro che una sorta di zucchina che al momento della completa maturazione si disidrata perdendo gran parte del suo peso. Ciò che resta è esclusivamente il corpo fibroso che costituisce la parte spugnosa. Il frutto viene raccolto, lasciato seccare e sbucciato, gli vengono tolti i semi e i residui di polpa. Quello che ne resta è il fitto reticolo interno di fibre, secche, legnose e molto leggere, che una volta immerse in acqua si rigonfiano, ammorbidendosi e diventando un’ottima spugna.

Di tanto in tanto faccio bollire per qualche minuto la luffa in un pò d’acqua giusto per disinfettarla e torna come nuova. Ho scoperto che la pianta si può facilmente coltivare anche in vaso perciò il prossimo passo è quello di autoprodurla 😉

Se ci riesco lo racconterò volentieri.

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Sacchettini antimuffa fai da te

Se non l’avete capito il mio problema è debellare l’odore di muffa che si è creato negli armadi, ed ecco un altro modo per autoprodurre dei sacchettini che risolvono questo problema. Occorrono:

  • 3/4 pezzi di gessetti
  • 1 cucchiaio di sale grosso
  • 1 cucchiaino di bicarbonato oppure se l’avete in casa un cucchiaino da caffè di soda solvay (assorbono l’umidità)
  • a piacere qualche profumo come fiori di lavanda, cannella, bucce di arancia ecc.

Come al solito il tutto dentro un sacchettino di stoffa chiuso con un nastro.


Sacchettini antimuffa per armadi

Questo sacchettino è l’ideale come antimuffa naturale per i piccoli spazi (armadi, cassetti, credenze, ecc), gli ingredienti sono:

  • 4/5 Stecche di cannella
  • 2 cucchiaini di chiodi di garofano
  • buccia d’arancia essiccata (potete essicarla al forno di casa a bassa temperatura)
  • 1 cucchiaio di farina di mais (per polenta)
  • 3 gessetti

Mettete il tutto dentro un sacchettino di stoffa e chiudete con un nastro. Toglie e previene l’odore di muffa e l’umidità.


Antimuffa naturale: problema muffa in casa risolto con la calce idrata

Antimuffa? Da non confondersi con la calce viva che è caustica (attenzione!) e viene utilizzata per ben altri scopi, la calce spenta o idrata è quella che fa al caso nostro e la utilizzo proprio per eliminare la muffa che si forma negli angoli delle stanze (a me è capitato da quando abbiamo messo i doppi vetri in casa e quindi non ci sono più i vecchi e odiati spifferi che evidentemente areavano volente o nolente la casa). Per eliminare la muffa (spore) e il suo conseguente odore sgradevole metto un qualche cucchiaio di calce idrata in un barattolo e faccio qualche buco al coperchio (attenzione: usare sempre i guanti e non respirare la calce e mettere il barattolo lontano dalla portata di bambini e animali).

La calce idrata l’ho trovata da Brico in un sacchetto da 3 kg al costo di € 3,40, penso si possa trovare anche nelle normali ferramenta.


Sai cos’è il pomander ?

Eccolo. Questo strano oggetto fai da te è in realtà un ottimo deodorante per l’ambiente molto adatto per questa stagione; con l’arrivo delle prime arance infatti è possibile fare in casa questo oggetto decorativo e dal piacevole profumo aromatico.

Basta procurarsi un’arancia e dei chiodi di garofano (c’è chi usa anche qualche stecca di cannella da annodare insieme al fiocco che sorregge il pomander). Basta piantare i chiodi di garofano nell’arancia seguendo un proprio disegno oppure dividendo l’arancia in spicchi così da poter annodare e abbellire il frutto con un fiocco.

Ci sono molti modi per eseguire le decorazioni ma sicuramente ciò che accomuna ogni tipo di pomander è il profumo!

Consiglio: se lo avvicini ad una fonte di calore (stufa o calorifero), l’aroma diventa più intenso, ma ATTENZIONE, ho detto avvicinare!

Nota negativa: per quanto a lungo possa mantenersi un prodotto “fresco” come un arancia, ricordate che il vostro pomander potrà rimanere integro per 15 gg al massimo, dopodichè il frutto comincierà inesorabilmente a fare un pò di muffa!

 


Come si coltiva l’aloe vera

Ho letto un articolo che riporto qui sotto su come coltivare in vaso la preziosa pianta:

“sono piuttosto note le proprietà della splendida pianta Aloe vera, usata da almeno da 5000 anni dalle più arcaiche società umane: il segreto è tutto nel suo prezioso gel; la domanda però è: come si coltiva l’aloe?

Non c’è bisogno del vero pollice verde di un giardiniere professionista, è bene tenere presenta qualche accortezza, sopratutto se si decide di farla crescere partendo dal seme: la scelta del periodo di semina, del vaso, del terriccio, della posizione, influiranno parecchio sulla resa della vostra preziosa pianta di Aloe. Se infatti decidete di darvi alla semina, fatelo nel mese di marzo, massimo metà aprile (a seconda del clima) preparando un terriccio per piante grasse (non date litri d’acqua al vostro Aloe, ne basta veramente poca) e cercando di mantenere una temperatura tra i 20 e i 22 gradi: questi accorgimenti sono fondamentali per far germinare i semi.

Se in alternativa volete trapiantare le piantarole dal vaso di casa di nonna, certamente la procedura diventa più semplice e più complessa allo stesso tempo: vanno scelti solo i germogli laterali, che vanno recisi solo in estate (quando la pianta è al picco della sua forza e di conseguenza non soffre troppo il “taglio”) e fatti asciugare per un paio di giorni prima di invasarli.

La giovane piantina va asportata facendo attenzione alla pianta madre, utilizzando un coltello affilato e molta, molta, delicatezza; il riposo forzato del germoglio per tre giorni (anche una settimana), preferibilmente al buio, serve a far “rimarginare le ferite” fatte alla pianta, evitandole di marcire; dopodichè può essere invasato in un terriccio composto da torba e sabbia per un anno circa, quando potrete ritenerla adulta e “pronta” a un vaso più grande e un terriccio più generico.

In quanto vivente, anche l’Aloe subisce lo stress: il taglio, il travaso, sono tutte operazioni che un essere biologico soffre, perchè l’Aloe non dovrebbe? Datele tempo, luce e pochissima acqua e vi concederà grosse soddisfazioni”.

 

Fonte: www.ecoblog.it

 

 


Ricetta per smacchiatore da bucato a base di limone

Ho trovato un sito ricco di ricette interessanti, per esempio la ricetta a base di succo di limone per togliere le macchie sui tessuti.

Occorrono 2 limoni per 1 litro d’acqua (calda) più 3 cucchiai di sale fino: prima di tutto essendo il limone un acido potente è bene non usarlo puro direttamente su tessuti delicati. Il composto lo si versa dentro una vaschetta per l’ammollo dei capi e successivamente lavare il bucato normalmente col nostro detersivo fai da te.

 


Disinfettante naturale: il tea tree oil

 

 

 

 

 

 

Esiste un potente battericida e antimicotico in natura che possiamo reperire facilmente in erboristeria sottoforma di olio essenziale: il tea tree oil o olio di maleleuca.

Il suo profumo è particolarmente intenso perciò magari non a tutti è gradito, ma io lo utilizzo molto anche per la casa proprio come disinfettante: ne bastano 5/8 gocce in uno spruzzino diluito con acqua e alcool (quello a 90°) nel quale si emulsiona perfettamente: solitamente metto 3/4  di acqua e ultimo con l’alcool e l’olio essenziale. Questo disinfettante è adatto per tutte le superfici di bagno e cucina.  Il tea tree oil può anche essere aggiunto al detersivo per i piatti/lavastoviglie ma anche al detersivo per il bucato proprio per darne potere disinfettante.



Deodorante fai da te per il frigo e per piccoli ambienti

 

 

 

 

 

 

 

 

Per eliminare gli odori nel frigorifero è sufficiente mettere una piccola vaschetta o contenitore con un qualche cucchiaio di bicarbonato: toglierà gli odori in modo innocuo ed ecologico.

Questa soluzione è adatta anche per piccoli ambienti in generale come ripostigli, scarpiere o mobiletti. Il risultato è davvero concreto.