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Valentina di Napoli invia questa facile ed efficace ricetta fai da te:

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In un contenitore versare 3/4 di acqua distillata e 1/4 di olio (es. 75 gr acqua e 25 gr olio). Gli oli adatti sono molteplici… si può partire da quello che si ha in dispensa e quindi usare l’olio d’oliva, ma lo trovo un po’ troppo pesante, inoltre ha un odore troppo caratteristico, per cui consiglio olio di jojoba, olio di cocco o olio di riso, facilmente reperibile al supermercato (quello Scotti), inodore e ricco di vitamina E! __my_eyes___by_DreeamyEyesPer usarlo, basta agitarlo per far sì che le due fasi (quella acquosa e quella oleosa) si mescolino, dopodiché frizionarlo sugli occhi con un dischetto di cotone. Si conserva in frigo per un paio di settimane al massimo. Fatto così lo struccante agisce già bene e svolge egregiamente il suo lavoro, ma lo si può arricchire con alcune semplici aggiunte: qualche grammo di glicerina (circa 5 gr per 100 gr di prodotto, si trova facilmente in farmacia) consente di renderlo più umettante e qualche grammo di detergente intimo delicato (consiglio il Neutromed o quello della linea Viviverde Coop, privi di petrolati e parabeni) fa sì che le due fasi restino unite più a lungo. Agitare sempre prima dell’uso. (altro…)

Una lettrice di Ecopensare, Arianna, scrive questo articolo: Green-Savings-e1341932530651

La tecnologia è negli ultimi decenni entrata prepotentemente nelle nostre vite, modificando lavori e
relazioni interpersonali. C’è chi ne abusa, chi se ne tiene troppo alla larga e chi, più semplicemente, lo utilizza per quello che è: uno strumento utile che facilita e accelera molti lavori e impegni quotidiani. La diffusione dei personal computer, degli smartphone e dei tablet si porta appresso però una male di inquinamento superiori al 2% delle emissioni totali… una quantità superiore a quella delle emissioni dell’intero settore dell’aviazione civile! In attesa che il gruppo di ricercatori giapponesi che sta lavorando alla realizzazione di computer che sfruttano la spintronica per consumare così poco che gli basterà alimentarsi con l’energia solare, cosa possiamo fare noi nella nostra vita di tutti i giorni, a casa e in ufficio, per consumare meno energia e produrre meno inquinamento possibile durante i nostri lavori al computer? (altro…)

L’aloe vera è una pianta dalle tante proprietà (lenitiva, antinfiammatoria, analgesica, dà sollievo al prurito, disintossicante) che fin dall’antichità viene utilizzata dall’uomo per la cura e l’igiene del corpo. Se ne può utilizzare il succo per uso interno come tonico per curare esofagiti gastriti o coliti e comunque per i disturbi del tratto digerente, e il gel per uso eterno come lenitivo per la pelle ma anche come impacco per i capelli.

Oggi ho preparato il gel e vi assicuro che oltre ad essere facile è anche velocissimo:

1 Tagliare le foglie più “vecchie”, ossia quelle più vicine alle radici
3 Tagliare con un coltello da cucina le estremità e la parte con le spine ai lati, dopodichè togliere la parte verde sbucciando le foglie della pianta.
2 Lasciare in bagno in una bacinella per una notte le foglie in modo che la pianta espella la Aloina, una sostanza leggermente tossica che per gli usi interni potrebbe essere lassativa. Di tanto in tanto cambiare l’acqua che nel frattempo sarà diventata leggermente marroncina.
4 Una volta sbucciata la foglia con un cucchiaio da cucina si può facilmente raccogliere il gel raschiando la parte verde.
5 Mettere il tutto a frullare con un mixer.
6 Il gel ottenuto lo si conserverà in frigorifero in un contenitore scuro dove non passi la luce.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco come utilizzare al meglio il gel di aloe:

(altro…)

Era da qualche tempo che guardavo con qualche “sospetto” lo shampoo sottoforma di saponetta, e siccome questo prodotto non sono mai riuscita ad “autoprodurlo”, l’unico modo per non comprare plasdocciatica era di provare questa soluzione.

Col mio Gruppo d’Acquisto guardo i prodotti della Saponaria e mi decido per ‘acquisto.

La prima cosa che mi sono detta è “perchè non ci ho pensato prima?”. Pensavo che questo shampoo non fosse all’altezza e che rendesse i capelli molto secchi: al contrario è un ottimo prodotto, pratico anche da viaggio ! Come sempre, provare per credere !

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Come spesso capita, più facile a farsi che a dirsi: 100 gr di acido citrico sciolti in 1 Lt di acqua distillata !

A piacere aggiungere olii essenziali ed agitare prima dell’uso (gli olli essenziali non si dissolvono ma tendono a rimanete a galla nel liquido). Mettere il liquido nella vaschetta dell’ammorbidente, basta un misurino per togliere il calcare dall’acqua e rendere quindi più morbido il bucato.

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In Inghilterra se ricicli la plastica ti regalano un tablet : un’originale iniziativa per stimolare il riciclo tra gli abitanti di  Christchurch e East Dorset, nel Regno Unito (www.inabottle.it). Il servizio di raccolta dei rifiuti Recycle for Dorset ha messo in palio un iPad per i cittadini che si impegnano a riciclare la plastica e lo diranno con un messaggio in bottigliaImpegnarsi a riciclare la plastica e avere la possibilita’ di vincere un iPad Air. Questa l’iniziativa, dedicata agli abitanti  di Christchurch e East Dorset, sviluppata dal Dorset Waste Partnership, il servizio di raccolta dei rifiuti locale. Per partecipare a questo concorso, la Plastic Pledge Competition, i cittadini devono inviare un messaggio in una bottiglia di plastica nel quale dichiarano di impegnarsi a riciclare di piu’ nel 2014, e infilare la bottiglia nell’apposito contenitore della raccolta differenziata. I bigliettini saranno raccolti presso il centro di smistamento del Dorset Waste Partnership, dove sara’ estratto a sorte il vincitore. Il fortunato primo estratto ricevera’ un iPad Air, mentre i successivi quattro estratti riceveranno ciascuno 50 £ in buoni d’acquisto.

Sustainable development“La Plastic Pledge competition mira a ricordare ai residenti quanti rifiuti possono essere riciclati grazie al Recycle for Dorset, il servizio di raccolta dei rifiuti, che raccoglie bottiglie di plastica, vasetti, vaschette e vassoi.” Ha commentato Cllr Hilary Cox, presidente del comitato del DWP, “e’ una possibilita’ che vogliamo dare a tutti i residenti che hanno fatto un buon lavoro aiutandoci ad aumentare la percentuale di rifiuti riciclati a Christchurch e East Dorset, che e’ arrivata a piu’ del 60 per cento, e per permettergli di ottenere qualcosa in cambio dei loro sforzi.”

 

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Il cosidditto detergente antibatterico (triclosan) con ogni probabilità non è più efficace di un normale sapone; la FDA (Food and Drug Administration) ammette di non avere prove che i saponi che lo contengono siano davvero in grado di eliminare germi e batteri.

Circa il 75 per cento di saponi antibatterici liquidi e il 30 per cento dei solidi utilizzano il triclosan come ingrediente attivo. Il farmaco era un tempo usato esclusivamente in ambito ospedaliero, successivamente  è stato adottato dai produttori di saponi nel corso del ’90 per un volume di affari pari a 1 miliardo di dollari. Dopo il sapone il tricolosan è stato aggiunto anche a una serie di prodotti per l’igiene quali le salviette, il gel per pulire le mani oppure su taglieri, materassi e in ogni sorta di articolo per la casa, arrivando a uno uso eccessivo.

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Sono vari i motivi per cui è opportuno pensare bene prima di utilizzare dei prodotti di questo tipo e per approfondire l’argomento vi rimando a questo link dove si viene a conoscenza anche della dannosità per l’uomo e per l’ambiente che ne deriva.

L’Italia potrebbe in futuro assurgere all’importanza che oggi i Paesi del Medioriente occupano nello scacchiere internazionale? Forse sì. Ma come, visto che il nostro Paese non è certo ricco di petrolio come la varie Iraq, Iran ed Arabia? Il merito di quest’opportunità che tocca solo a noi italiani cogliere è tutto nelle energie rinnovabili: il solare e l’eolico in primis. Risorse di cui il nostro Paese, ed in special modo il sud Italia è ricchissimo ed in misura illimitata.

Ma lo sfruttamento di queste energie richiede da un lato dei tecnici in grado montare e monitorare gli impianti di trasformazione energetica, dall’altro richiede anche dei professionisti che possano essere messi a capo delle strutture operative e commerciali di quello che è, al pari degli altri, un business.

Proprio nell’ottica di formare figure professionali adatte a queste esigenze aziendali si stanno indirizzando molte università, una corso di laurea sicuramente orientato a tal fine è “Ingegneria energetica” dell’Università di Bologna.

 

luffa

 

Era da molto tempo che guardavo con interesse questo strano oggetto, e non l’ho mai comprato nonostante stessi cercando un modo per non gettare sempre la spugna ! Grazie al nostro GAS (Gruppo Acquisto Solidale) mentre facevo un ordine con Bensos di prodotti per l’igiene personale e per la casa, mi sono imbattuta nuovamente nella luffa che finalmente ho acquistato più che altro per soddisfare la mia curiosità. Gli utilizzi di questa spugna possono essere per l’igiene personale (ma non la consiglio vivamente perchè una paglietta è più morbida, ma dipende dai gusti ! ) e per lavare i piatti o in cucina in generale; in realtà io ne utilizzo una anche per la pulizia del bagno perchè toglie bene il calcare senza graffiare le superfici.

Luffa (1)

La luffa non è altro che una sorta di zucchina che al momento della completa maturazione si disidrata perdendo gran parte del suo peso. Ciò che resta è esclusivamente il corpo fibroso che costituisce la parte spugnosa. Il frutto viene raccolto, lasciato seccare e sbucciato, gli vengono tolti i semi e i residui di polpa. Quello che ne resta è il fitto reticolo interno di fibre, secche, legnose e molto leggere, che una volta immerse in acqua si rigonfiano, ammorbidendosi e diventando un’ottima spugna.

Di tanto in tanto faccio bollire per qualche minuto la luffa in un pò d’acqua giusto per disinfettarla e torna come nuova. Ho scoperto che la pianta si può facilmente coltivare anche in vaso perciò il prossimo passo è quello di autoprodurla 😉

Se ci riesco lo racconterò volentieri.

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