Deodoranti per lavastoviglie: una spesa decisamente inutile

A parte che per quanto mi sforzi non riesco proprio a capire perchè si debba usare un simile ritrovato nella lavastoviglie, ma forse molti non sanno quanto sia inutile e dannoso. A dirlo è un autorevole fonte (altroconsumo) dalla quale si evince che non soltanto NON migliorano le prestazioni della lavastoviglie come molte pubblicità vogliono far passare, ma i deodoranti per lavastoviglie sono zeppi di profumi chimici e di coloranti, sostanze che possono provocare allergie. La legge non obbliga i produttori a dichiarare in etichetta la lista degli ingredienti. Per fortuna alcune case, di propria iniziativa, scrivono gli ingredienti allergizzanti, ma questa pratica dovrebbe essere obbligatoria per tutti. Le sostanze chimiche presenti in questi prodotti finiscono nelle acque di scarico, che così devono essere depurate. Inoltre spesso l’imballaggio è inutilmente abbondante.

Detto ciò, se proprio non si riesce a resistere dal dover deodorare la lavostoviglie, c’è un metodo semplice economico ed ecologico per farlo, cioè lasciare metà limone all’interno del cestello fino a che questo non si sia “consumato” 😉

 

 

 

 

Disincrostante lavatrice e lavastoviglie ecologico

Ciclicamente è bene fare un’operazione di disincrostazione per mantenere sano il prezioso elettrodomestico! E’ sufficiente preparare la solita miscela di 150 gr di acido citrico per litro d’acqua (vedi brillantante e anticalcare fai da te) e versare l’intera soluzione direttamente nel cestello vuoto a avviare la macchina (lavatrice o lavastoviglie che sia) alla più alta temperatura.

Detersivo in polvere per il bucato ecologico fatto in casa

Con il fai da te ormai ho raggiunto la completa autonomia domestica in fatto di detersivi e detergenti (anche se manca ancora qualche prodotto che però sto studiando…); tra le mie fonti più autorevoli dalle quali attingere nuove ricette homemade c’è sempre la regina del sapone dalla quale ho preso spunto per fare in pochissimo tempo un ottimo sapone per il bucato in polvere.

Per ottenere circa 1 KG di detersivo per prima cosa bisogna grattugiare 2 o più saponette di marsiglia puro al 100%: io uso la grattugia classica da cucina ma è bene che il sapone sia ben polverizzato e non in scaglie perchè quest’ultimo non si scioglie bene in lavatrice e potrebbe arrecare danno ai tubi che conducono l’acqua ostruendoli.

Una volta ottenuti circa 500 gr di polvere di marsiglia si uniscono 300 gr di bicarbonato di sodio, 200 gr di soda Solvey e 100 gr di fecola di patate o amido di riso. A piacere si puossono aggiungere 15/20 gocce di olio essenziale.

Il risultato è la classica polvere di detersivo per il bucato che si può conservare in un contenitore chiuso in modo che non risenta di eventuale umidità.

 

Non buttare l’olio fritto, qualcuno lo potrebbe usare per l’illuminazione pubblica !

Anche cucinando si dovrebbe sempre pensare all’ecologia; spero che molti lo sappiano già che l’olio esausto da cucina è altamente inquinante (un solo litro di olio versato in uno specchio d’acqua è in grado di formare una pellicola grande come un campo di calcio e di rendere NON potabili fino a 1milione di litri d’acqua!!!).

Detto ciò è anche però giusto dire che l’Italia è al primo posto in Europa per riciclo di oli usati ma se proprio non si sa in quale discarica versarli ci si può rivolgere al Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (www.coou.it).

Tornando all’olio da utilizzare come benzina o illuminazione pubblica ecc, l’idea è di un certo Michele Faberi il quale, spiega, per trasformare l’Oapc (Olio alimentare post consumo) da rifiuto in risorsa occorre raccoglierlo, pulirlo e impiegarlo in altre soluzioni come quelle di cui sopra.

“Il suo recupero, finanziato dal progetto in parte europeo OilEco, comporta un duplice beneficio: uno strettamente ambientale e uno economico. Difatti si stima che il recupero di circa 4 kg di olio procapite all’anno per 150-190.000 abitanti comporta un riciclo di circa 600mila tonnellate di olio fritto, un bene che “altrimenti sarebbe disperso” nel lavandino o nel water e finirebbe per inquinare fiumi e mari, invece in questo modo viene utilizzato per produrre energia laddove si impiegherebbero combustibili fossili o comunque fonti energetiche inquinanti”.

Fonte: www.ecologiae.com

 

E’ nato Ri-store, la boutique del Ri-Usato

L’idea è più che attuale e unisce il senso del ri-sparmio e del ri-ciclo che insieme formano una nuova imprenditorialità del domani. L’iniziativa di re-commerce nasce dall’incontro di 2 persone, Luca Mortara e Paolo Manzoni, che alla fiera che a breve aprirà i battenti a Milano “Fa la cosa giusta”dal 30 marzo al 1 aprile 2012, ospiteranno in uno spazio espositivo di oltre 500 mq giovani imprenditori con un’idea fissa in testa, dare un valore alle cose usate: se l’automobile usata ha un valore, perché non dovrebbero averlo telefoni cellulari e personal computer con due anni di vita o un passeggino per bambini usato tre mesi? Perché non recuperare questo valore, risparmiando soldi e risorse di questo pianeta? E finalmente anche in Italia nascono le prime imprese con questa missione, molte delle quali saranno tra i protagonisti di RI-STORE: ALGOTECH (PC Ricondizionati), BABY BAZAR (articoli per l’infarzia), MERCATOPOLI (che ha 100 negozi in tutta Italia di libri, arredamento, elettrodomestici, tutto di seconda mano), IL CELLUVALE (cellulari e Ipad) e ancora RECicli, inventata in uno scantinato di via Washington a Milano da due ventenni appassionati di biciclette e REWIND SELECTION, nata in Toscana per realizzare borse e accessori con le vele usate.

Brillantante ecologico con acido citrico

Inutile dire quanto siano aggressivi i prodotti tradizionali da usare come brillantanti, per ovviare a questo problema in casa si può ricorrere all’acido citrico diluito nelle stesse dosi dell’anticalcare.

Il liquido ottenuto lo si può conservare in un contenitore e metterlo di volta in volta nella vaschetta del brillantante della lavastoviglie; personalmente sono più comoda a fare un unico spruzzino che utilizzo sia come brillantante (una spruzzata direttamente sulle stoviglie prima di far partire la lavapiatti) che come anticalcare per le superfici: le dosi sono 150 gr di acido citrico per litro d’acqua.

Ricetta per fare in casa il detersivo per bucato ecologico al sapone di marsiglia

Non è difficile trovare una buona ricetta per fare in casa un buon detersivo per il bucato. Io ad esempio ho trovato ottima questa:

  • 2 tazze di sapone di Marsiglia grattugiato (attenzione perchè quello del supermercato della “grandi marche” non è Marsiglia al 100% ma contiene alcune sostanze tossiche, cercate l’originale!)
  • 1 tazza di Soda Solvay
  • 1 tazza di bicarbonato di sodio
  • 4 tazze di acqua fredda
  • 3 tazze di acqua calda
  • 10/15 gocce di olio essenziale a picere

PROCEDIMENTO:  in una pentola a fuoco lento mettiamo le 3 tazze d’acqua e grattugiamo il sapone di marsiglia. Quando il sapone è sciolto aggiungiamo prima la soda poi il bicarbonato sempre mescolando e facendo amalgamare bene il tutto.

Infine aggiungiamo l’acqua fredda e gli olii.

Si lascia riposare il tutto per una notte e si frulla il giorno dopo con un frullatore ad immersione prima di mettere il composto in un recipiente rigorosamente riciclato; se il prodotto risulta troppo denso si può allungare con un pò d’acqua.

Deodoranti elettrici per l’ambiente: attenzione alla tossicità

Altroconsumo ha rivelato un dato allarmante , cioè che su 27 deodoranti per l’ambiente presi in esame (spray, gel, candele profumate, ecc…) solo 5 hanno superato il test di conformità. Non mi dilungo sui particolari di questa ricerca che tuttavia vi consiglio, per chi ha tempo, di approfondire dando un’occhiata ai link in fondo a questo post; ma a chi proprio non riesce a rinunciare al diffusore per deodorare l’aria di casa, ho chi ne ha già uno e dopo aver avere preso qualche informazione in più magari ha voglia di gettarlo, non lo faccia! Possiamo dargli una nuova vita!

Queste diavolerie in realtà sono facilmente smontabili (vedi foto), ed una volta gettato il liquido contenuto, lo possiamo sostituire con uno preparato da noi. Io ad esempio utilizzo come base dell’olio di mandorle dolci (o altre basi che preferite) e metto 10/15 gocce di olio essenziale naturale. Una volta riempito il piccolo serbatoio del diffusore lo si può riutilizzare normalmente.

Consiglio: lo stoppino che trovate all’interno del diffusore (foto 2) sarebbe meglio immergerlo almeno per una notte in acqua e bicarbonato per far andar via l’odore del “vecchio” liquido chimico, o meglio ancora se riuscite trovare dei nuovi stoppini (io li sto ancora cercando …)

Per approfondire (e inorridire) leggete pure qui:

http://www.altroconsumo.it/vita-privata-famiglia/nc/news/occhio-al-deodorante-per-ambiente-a-forma-di-caramelle

http://www.altroconsumo.it/casa-energia/nc/news/deodorante-con-winnie-the-pooh-meglio-non-acquistare

http://www.altroconsumo.it/casa-energia/nc/articoli/deodoranti-per-interni

Cara vecchia calinda

Una signora con molta più esperienza di me in fatto di pulizie, un giorno mi ha detto: hai mai provato la Calinda? La mia generazione non l’ha conosciuta ma esiste ancora anche se non è proprio facile trovarla: io ad esempio l’ho trovata in un piccolo alimentari in un paese dell’appennino. Il barattolo si stagliava fiero nel bel mezzo degli scaffali e a quanto pare va anche a ruba da quelle parti!

La calinda per chi non lo sa è uno sgrassatore in polvere di vecchia generazione, ma con mio immenso stupore, oltre ad essere molto economico, è biodegradabile al 90%. Intendiamoci, ci sono cose molto più ecologiche, ma se riuscite a trovare la Calinda vi accorgerete che è davvero molto efficace. Anche da una ricerca di Greenpeace pare che il prodotto non sia poi così male, anche se parliamo sempre di una multinazionale che sta dietro a questo prodotto che non credo segua principi propriamente ecologici…tutt’altro.